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MARIA E I "SUOI" FRATI...

LA MADONNA E I "SUOI" FRATI


Non tutti sanno che i frati domenicani, fin dall'inizio della loro storia, sono stati definiti i "frati di Maria". Com'è possibile questa scelta così specifica? Cos'hanno questi frati rispetto ad altri, per cui la Vergine li prediliga maggiormente? I religiosi, nei loro diversi ordini, non amano tutti la Madonna? Non la pregano con fervore? E, allora, perché la Vergine stessa afferma: "i miei frati sono i frati predicatori"? Quello che voglio condividere con voi, amici lettori, è qui un pio racconto che si tramanda dalle origini dell'Ordine ai giorni nostri. In esso, vi saranno elementi più comuni e altri specifici. Su quest'ultimi, poi ci soffermeremo.

Il 22 dicembre 1216 l'Ordine dei frati predicatori (domenicani) fu approvato dal Papa Onorio III. Nell'agosto del 1217, San Domenico, con una decisione inaudita e sorprendente, disperde il primo gruppo di frati per le università dell'Europa allo scopo di studiare, predicare e fondare conventi. Nell'agosto del 1221, il Padre e Fondatore muore a Bologna circondato dall'affetto dei suoi frati, divenuti ormai numerosi. Negli anni a seguire, l'Ordine si costituisce sempre più e sempre meglio, attraverso i Capitoli generali e si dà una struttura che mantenga viva ed operante il desiderio di Domenico: dare alla Chiesa e al mondo, uomini consacrati per l'annunzio della Parola di Dio (predicatori).

Il nostro racconto si svolge nella seconda generazione dei frati, intorno al 1240, in Francia, nel convento di Parigi: "Un anziano religioso, celebre letterato e devoto della beata Vergine, appartenente all'Ordine cistercense, che fra tutti è considerato di più rigida osservanza, pregava la Madonna perché si degnasse manifestargli il modo migliore per poterla servire e quale suo servizio le tornasse più accetto. E siccome ripeteva ogni giorno questa sua preghiera con sempre maggior insistenza, successe che un giorno, mentre nella chiesa dei suoi frati ripeteva in lacrime la sua richiesta, alzando il capo e guardando verso l'altare, vide seduta davanti ad esso la beata Vergine con a fianco un religioso in cappa nera, nell'atteggiamento in frate che si confessa.

Tutto contento, pensando che finalmente avrebbe avuto risposta al suo quesito, si avvicinò pian piano e, mettendosi in ginocchio devotamente dinnanzi a lei, piangendo le rinnovò la sua richiesta. La Vergine, posando gli occhi sul religioso che le stava a fianco, chiese sorridendo al monaco: «Cosa vuoi?» Ed egli: «Che tu mi dica come devo servirti». Rispose: «Cosa si fa per un amico o per una persona amata?» - «Perché lo ignoro, lo chiedo a te» - «La si ama, la si loda, la si onora» - «Ma, Signora, io non so come ti debba amare, lodare ed onorare». E siccome lei non rispondeva nulla, ancor più in lacrime quel monaco insistette perché le spiegasse quelle tre parole.

Finalmente la beata Vergine gli diede questa risposta: «Va' dai frati ed essi te le spiegheranno». Ma egli, pensando che c'erano tante specie di frati soggiunse: «Ma, Signora, ci sono molte specie di frati; per cui non so a quali tu mi indirizzi. Io ho dei confratelli cistercensi; ma poi ci sono i frati di Cluny, quelli di Grand-mont, i Premostratensi, ed infine i Minori e i Predicatori». Allora lei: «I miei frati sono i Frati Predicatori. Va' da loro che ti insegneranno ogni cosa». E fu per questo ch'egli, accompagnato da alcuni del suo Ordine, venne a Parigi e riferì tutto al sottopriore e ad alcuni frati" .

Qui si chiude la prima parte del racconto. Ciò che sorprende sono due elementi. Il primo, riferito a Maria stessa: la si ama, la si loda, la si onora. Il secondo è questo legame speciale che i frati predicatori hanno con la Vergine e che Maria riconosce e conferma.

Continua il racconto, dando spiegazione: "Dopo che il sottopriore ebbe finito di raccontare questo fatto in capitolo, molti frati per la commozione scoppiarono in pianto; ed uno di essi in particolare, mosso da devozione e da santo stupore, corse in lacrime all'altare della Madonna, dicendo ad alta voce: «Così, o Maria, sarei anch'io uno dei frati che tu hai chiamati tuoi?» Non dobbiamo stupirci se poi tornò come messo di Lei, per spiegare ai confratelli quelle tre parole: dai frati dell'Ordine Ella è amata di speciale affetto; nella lode divina viene da loro lodata in modo speciale, sia comunitariamente che singolarmente; e per singolare dono e grazia speciale viene onorata nelle loro prediche più degli altri frati. E in tutte le loro esortazioni e nelle loro prediche essi esortano i fedeli, più di quanto non facciano i religiosi degli altri Ordini, ad amare, lodare e onorare Maria, ottenendone in tutto benefici effetti.

Ecco svelato il segreto dei predicatori! La predicazione della Parola del Regno, il testimoniare la potenza del Nome di Gesù come fecero gli Apostoli, passa attraverso la tenerezza e la maternità di Maria, così come Cristo l'ha donata alla Chiesa: "Ecco tua Madre! E da quel momento il discepolo la prese con nella sua casa" (Gv 19,27). La traduzione "il discepolo la prese nella sua casa" è molto imperfetta... Eis tà ídia dovrebbe essere piuttosto tradotto come: "tra le sue cose più care, nella sua intimità propria...". Ma l'intimità propria del discepolo è la sua fede. Maria dunque come madre spirituale del credente è una questione di fede, quella fede che la Chiesa ha approfondito e sviluppato nel corso dei secoli: Maria ci conduce a Gesù, ma anche Gesù ci conduce a Maria e ci chiede di accoglierla con convinzione ed amore nel tesoro della nostra fede e della nostra vita.

Si conclude così il racconto: "Perciò la Madonna deve essere amata in modo speciale come Madre dolcissima; deve essere lodata in modo speciale, come la più degna di ogni lode; deve essere onorata in modo speciale, come eccellentissima Regina".

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