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I PRIMI MIRACOLI...

"Il primo miracolo".

madonna

Particolare rappresentativo della Beata Vergine del Rosario_tavolaXI. 

Il primo miracolo si verificò nell'ottobre del 1628 quando un certo Gian Pietro Ugolotti di Borgo San Donnino (oggi Fidenza), di anni 65, colpito da febbre continua maligna, raccomandatosi alla Santissima Vergine di Fontanellato ottenne immediata guarigione. Il prodigio - rappresentato anche in un quadro votivo - fu approvato dalla Curia di Parma e poi dato alle stampe, insieme con altre grazie che i padri cominciarono a scrivere in appositi libri su testimonianza del devoti "graziati". La notizia del prodigio si diffuse in tutta l'Emilia e nelle diocesi limitrofe.  Senza numero le grazie fatte, particolarmente ai bambini. Si affermerebbe che la Madonna di Fontanellato abbia preso sotto la sua tutela speciale i piccoli innocenti, esposti a pericoli di ogni sorta. La Madonna di Fontanellato è la «Madonna dei bambini». 

 

Schermata 2014-10-01 alle 18.07.31 

 

Dunque i domenicani hanno costruito un santuario appositamente per la Regina del Santo Rosario, la cui devozione porta alla conoscenza dei misteri della redenzione rivelati dalla Parola di Dio, alla frequenza del Sacramento Pasquale del Sacrificio eucaristico, preparato dal sacramento della penitenza.

La Fede e il miracolo.

L’esistenza di Dio e’ una verita’ essenzialmente di ragione piu’ che di fede ,sempre che la ragione sia utilizzata bene. Invece la rivelazione di Dio, va oltre la ragione,cioe’ indica delle verita’ superiori alla ragione. Un ‘esempio su tutti la dottrina della santissima Trinita’.
Sia il Concilio Vaticano I° che il Concilio Vaticano II° affermano in sostanza che Dio puo’essere conosciuto con certezza attraverso la contemplazione e lo studio delle cose create. Una prova dell’esistenza di Dio sono i miracoli riconosciuti dalla chiesa e storicamente provati.
Il miracolo per definizione e’ un fatto sensibile operato da Dio al di fuori di tutte le forze e leggi di natura ma che tendono al ripristino dell’ordine naturale. La chiesa prima di pronunciarsi per ogni miracolo, pone sette criteri di analisi e verifica degli eventi portati all’attenzione degli istituti ecclesiastici deputati a vagliare testimonianze e riscontri oggettivi.

Essi sono:

1)Malattia grave, difficile da curare con gli strumenti ordinari

2)La malattia non deve esser gia’ in via di guarigione

3)Che sia dimostrata l’inefficacia delle cure mediche

4)la guarigione deve essere improvvisa

5) la guarigione deve essere completa

6)Non deve sopravvenire nessuna crisi dopo la guarigione

7)Dopo la guarigione non e’ possibile la ricaduta della malattia stessa.

Proprio per la rigorosita’ di questi criteri, sono stati riconosciuti solo sessanta miracoli avvenuti in relazione ad intercessioni della Madonna di Lourdes. La chiesa in ogni caso non obbliga a credere ai miracoli ,anche se sarebbe gravemente imprudente secondo alcuni sacerdoti, non credere almeno ai miracoli riconosciuti dalla chiesa.E i miracoli non riconosciuti? Per essi si puo’ parlare di grazie fisiche o spirituali ricevute, avendo in mente che quando si parla, l’interlocutore possa suggestionarsi .
Occorre dunque discernimento, nel raccontare situazioni ed episodi mistici vissuti in prima persona poiche’, se da una parte per alcuni tali testimonianze possono essere di stimolo per una ricerca di Dio, per altri possono essere un elemento di confusione.
La chiesa raccomanda quindi di valutare i contesti interpersonali,ambientali e temporali nei quali viene data testimonianza di eventi soprannaturali, che a dire il vero fanno parte della vita della chiesa sin dalle sue origini.Basta leggere i vangeli e gli atti degli apostoli per rendersi conto di tale. E’ stata la chiesa a scrivere il nuovo testamento ispirata da Dio. 
 hhhhhhh

Schermata 2014-10-03 alle 15.30.09

 

La struttura architettonica s'innalza sopra una pianta a croce latina con bracci e coro poco profondi; la vasta aula è ad unica navata, fiancheggiata da quattro cappelle per parte, il presbiterio è coperto da un'alta cupola che sovrasta l'altare maggiore dietro il quale si innalza l'edicola che accoglie la statua della Madonna del Rosario. L'arco di trionfo che separa il presbiterio dalla navata, venne ornato, dalla parte verso i fedeli, con quindici quadri che rappresentano i misteri del Rosario. Perciò, quando i fedeli entrano in chiesa vedono immediatamente l'immagine della Madonna con il Bambino sorretto dal braccio sinistro e il Rosario offerto dalla mano destra, incorniciata dai quindici quadri che riproducono i misteri da meditare durante la recita delle decine di Ave Maria intercalate dal Padre Nostro. 

 

 


MIRACOLATA

Particolare rappresentativo di miracolo compiuto dalla Beata Vergine_tavolaXIII. 

 

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La storia e l'evoluzione artistica del Santuario Basilica della Beata Vergine del Rosario di Fontanellato, uno dei più importante edificio di culto Parmense, sono legate indissolubilmente all'apparizione miracolosa dell’Ottobre del 1628. A quel primo miracolo ne sono seguiti altri; le numerose grazie ricevute infatti, oltre ad essere documentate e conservate presso gli archivi del Santuario, sono esposte all'interno della otto cappelle , luogo ove si possono ammirare oltre sedici “Miracolo Ovati” così denominati per la particolare conformazione. L’ ex voto* è la tradizionale forma di riconoscenza e devozione popolare. A seguito dell'apparizione e per contenere i continui pellegrinaggi, la chiesetta venne ampliata ed abbellita da brillanti nomi della pittura e dell'architettura italiana. * Ex voto è una locuzione latina, ellissi di ex voto suscepto, che si potrebbe tradurre "secondo promessa fatta" o semplicemente "da promessa fatta". È formula apposta ad un oggetto offerto in dono in età cristiana, a Dio, alla Madonna, ai santi, in particolare al santo protettore, per grazia ricevuta (P.G.R.), o in adempimento di una promessa fatta, indipendentemente dal risultato sperato.

Il significato più comune che si dà alla parola "religiosità" è l'atteggiamento umano che si riconosce e realizza il rapporto con Dio, e popolare in quanto la trasmissione del messaggio religioso avviene in modi e dimensioni recepibili al minimo livello culturale. Ma la promessa fatta nel voto non ha il carattere delle promesse umane che vengono fatte per l'utilità dell' altro, perché nella promessa che viene elevata a Dio l'utilità ricade su di noi nel senso che "facendo il voto fissiamo immutabilmente la nostra volontà in ciò che ci occorre fare" (s. Tommaso d'Aquino). Il voto più che catturare Dio viene a sostenere la volontà dell'uomo rendendola ferma nella pratica del bene. L'offerta non è più oggettuale e neppure canonica, ma di un cuore sequestrato nella dedizione a Dio e agli altri. È sempre supposto che il voto venga emesso prudentemente e non, come si dice, a cuor leggero, un voto che esce dal cuore, perché se alcuno fosse moralmente conscio che l'ammis­sione del voto divenisse per lui occasione certa e continua di peccato, allora il voto, per lui, sarebbe più un male che un bene. Perciò la bontà dell' atto votivo viene ascritta alla virtù della religione. Difatti il "far voto" e l'adempirlo può, espressamente, essere posto tra i modi di onorare Dio; e questo appartiene appunto alla virtù della religione.


 

"I 16 miracoli Ovati".

 

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